ITANES

Il ritorno di Berlusconi

Vincitori e vinti nelle elezioni del 2008

pp. 224, € 14,00
978-88-15-12739-6
anno di pubblicazione 2008

http://www.mulino.it/edizioni/volumi/scheda_volume.php?vista=scheda&ISBNART=12739

Il volume consta di 14 studi di autori diversi, e un capitolo di conclusioni non firmate. Non recensisco il volume, aldilà di riconoscerne la qualità eccellente, ma segnalo quello che voglio ricordare perché ritornerà utile. Interessantissima e condivisibile, dopo avere letto il volume, la considerazione conclusiva (vedi sotto). [I miei commenti e appunti tra quadre].

 

1)      Roberto D’Alimonte. Solidità del PD, dubbi sulla solidità futura del PDL [nel 2008 questo era plausibile!]

 

2)      Guido Legnante, Giacomo Sani, Una breve campagna elettorale

Scarsa visibilità televisiva “padana” (capaci di “vincere senza la TV”)

Grande visibilità della persona Veltroni

Coerenza tra la scelta della TV preferita e il partito. Rete 4 è la TV più PDL, 59% contro il 51 di Canale 5 e il 39 di Italia 1 Meglio ricordare la tabella:

 

 

PD

PDL

Rai 1

33

24

Rai 2

32

18

Rai 3

44

9

Rete 4

7

59

Canale 5

10

51

Italia 1

12

39

La 7

32

14

 

Flusso sinistra -> lega, è falso, è stato accreditato perché faceva comodo al PD nascondere di avere perso a destra e guadagnato a sinistra, e per analoghe ragioni anche agli altri.

 

3)        Dario Tuorto, Astensionismo

Nascita dell’astensionismo consapevole, guarda percentuali dichiarate: p. 49:

 

2008

2006

2001

Laurea

9,8

2,9

3,6

Disoccupati

11,8

11,1

8,5

e quindi: costanza dell’astensionismo dei deboli, impennata dell’astensionismo qualificato, che “penalizza una precisa parte politica, la sinistra” (p. 51)

Astenuti:

 

2008

2006

2001

“Molto vicini a un partito”

7,3

1,8

3,7

Non vicini

17,2

16

9,1

“basso senso di efficacia” negli astenuti di sinistra. P. 55, gli astenuti particolarmente preoccupati dalla situazioni economica non personale, ma del paese, ritenuta “molto peggiorata”, “più che la valutazione personale sembra aver contato soprattutto la valutazione di carattere generale, la rappresentazione dello stato del paese che viene trasmessa agli elettori dal canale impersonale dei media”.

p. 56: non sa dare una ragione precisa della disfatta della Sinistra Arcobaleno, ne indica i soliti elementi.

 

4)      Lorenzo De Sio, Flussi di voto

 

2008

2006

2001

Elettori statici

88,7

89,5

83,7

Dinamici

11,3

10,5

14,3

p. 59, “sorprendente” percentuale degli elettori statici [anche io  a pelle l’avrei valutata un po’ più bassa]. I dinamici sono prevalentemente “periferici”: disoccupati, pensionati, auto dichiarati “non interessati alla politica”.

Sinistra da 8,3 al 2,6%, gli esuli sono andati per metà a PD / IDV, per metà al non voto, forse lo 0,5% alla Lega.

PD: recupera 1,5 da sinistra, perde 2,5 verso PDL, 2,5 verso astensione

UDC: dimezzata dal voto utile verso destra

PDL: perde 2,5 verso l’astensione, ma lo recupera dal PD

p.70: “…una considerazione molto tradizionale: qualunque scommessa sulla capacità di convincere nuovi elettori non può mai prescindere dalla capacità, anzitutto, di mobilitare con successo il proprio elettorato”.

 

5)      Hans Schadee, Paolo Segatti, Appello al voto utile

p. 72, molteplici stravaganti appelli e argomenti per il voto utile, e loro usuale fallimento. Attenzione, c’è il voto “sincero”, identitario, quello “utile”, strumentale, ma anche quello “deviante”, p. 73, dove “l’elettore cambia il suo comportamento abituale in una particolare elezione a causa dell’attrazione contingente di un leader o di un tema da lui sentito come molto saliente”. P. 75, il comportamento elettorale è determinato da 4 assi:

* adesione identitaria al “partito del cuore”

* “posizione ideologica” sull’asse sinistra- destra

* probabilità di successo

* simpatia per il leader

Quando i 4 meccanismi convergono, abbiamo un voto “sincero”, altrimenti “strategico” o “deviante” (attratto dal leader, nel nostro caso)

 

Sincero

Deviante

Strategico

sinistra

3.1

3.7

4.5

PD

35.9

30.7

47.4

IDV

5

6.5

1.7

UDC

5.8

3.7

10.8

PDL

41

47.9

23.9

Lega

9

7.4

11.9

Tot

100

100

100

Numero votanti

1021

215

176

[Nota i casi in Rosso, e quanta è la domanda del partito “rassicurante” di destra]

Notare la scarsa rilevanza del voto strategico, andato per metà al PD.

 

6)      Marco Marassi, Chi ha votato chi?

I cattolici praticanti votano PDL, i non praticanti PD [ricordare questa semplice cosa].

PDL tra casalinghe e persone con licenza elementare, PD maggioritario tra i laureati, ma in difficoltà tra le élites giovani.

 

7)      Cristiano Vezzoni, Territorio e tradizioni politiche

Contesta la solita spiegazione socio economica del Nord Est, p. 101 cita Pietro Ignazi: “se si confrontano le caratteristiche economiche del nord e della zona rossa, sono più le similitudini che le differenze a emergere”. Più convincente appare insistere “sulla permanenza degli effetti della passata tradizione politica”. Nota con sorpresa che PDL e Lega beneficiano anche tra i giovani della memoria delle amministrazioni DC, e il PD egualmente beneficia anche tra i giovani della memoria della passata forza del PCI. Poi, il voto giovane si orienta verso IDV a causa della generica scarsa attrattiva del PD verso la “coorte” giovane. P. 107, i dati “non mostrano segni evidenti di riorientamento che possano far pensare ad un indebolimento delle disparità territoriali basate sulla forza ancora esistente delle tradizioni politiche del passato”.

[meditare: chi volesse agire dovrebbe adattarsi, o inventare il linguaggio nuovo “kemalista” per affossare queste tradizioni?]

 

8)      Roberto Biorcio, La strategia dei pincipali partiti e la risposta degli elettori

Ricapitolazione delle gesta di Veltroni, da tutte notate come inadeguate. P. 112, una tabella sulla tempistica delle decisioni di voto:

 

ultima settimana

Qualche settimana prima

Molto prima

Pdl+lega

12,2

11,3

76,5

Pd+idv

16,9

15,1

68,8

[NB: questo è coerente con il fatto che il voto al PD è stato in gran parte “strategico”, ma abbassa la stima dell’elettorato “stabile”]

Aumento della forbice attorno al fattore istruzione.

p. 119 [misure della mistificazione mediatica avvenuta] calo di tensione intorno alle questioni come licenziamenti e intervento pubblico in economia, aumento dell’attenzione a criminalità, matrimonio coppie atipiche ecc.

p. 121, la Sinistra Arcobaleno “apparsa poco innovativa” [nessuno registra che essa sia stata punita dagli elettori per essere stata sleale e ambigua: ma io conservo questa sensazione, che però so essere un mio desideratum]

 

9)      Luigi Ceccarini, La fine della questione cattolica?

Minima l’attrazione dei teodem sui praticanti, e nemmeno sui cattolici adulti. Dubbia l’influenza della componente radicale, che non pare allontanare i cattolici, e non si trova traccia di tensioni verso la ricostituzione dell’”Unità dei cattolici” (p. 135).

 

10)  Mauro Barisone, Patrizia Catellani, L’offerta personalizzata degli sfidanti

p. 140: maggiore trasversalità di Veltroni, che non era inviso a destra [!]

p. 141 dati i parametri azione=energia+competenza, comunione=empatia+onestà

è da notare che Berlusconi prevale per energia e perde per onestà, mentre Rutelli-Prodi-Veltroni perdono tutti per energia. Rutelli inferiore agli altri 2 su tutto.

P 148: “caso unico di Berlusconi”… “la capacità … di esercitare un impatto realmente decisivo sul voto in un sistema politico di tipo parlamentare quale in fondo rimane, nonostante le vistose tendenze pseudo-presidenziali, la democrazia italiana”

 

11)  Giancarlo Gasperoni, La distanza degli italiani dalla politica

Numeri: la partecipazione nulla o distratta può essere un 60%, quella attiva un 40%

Nella fiducia, solita scala: alta per FFAA e presidente, media per magistratura, bassa per Parlamento e partiti.

 

12)  Nicoletta Cavazza, Piergiorgio Corbetta, Michele Roccato, Il colore politico dell’insicurezza

I tre estensori ritengono che vi sia obiettivamente un aumento della criminalità, pur lieve [ma a me non risulta], e citano drammatiche e convenzionali parole di Giancarlo Bosetti  [p. 162].

2003-2007, la cronaca nera passa dal 10% al 24% dei TG. Alla domanda quale sia il problema più urgente, la risposta è:

 

 

2006

2008

Immigrazione

4.6

4.7

Criminalità

3.5

12.8

Situazione economica

29.1

27.8

Altro

62.8

54.8

[riporto la tabella perché mostra come la mistificazione della criminalità cominciata dal 2003 abbia avuto effetto, ma anche come in realtà la gente abbia un’opinione frammentata negli “altri” problemi urgenti].

L’insicurezza economica non premia il PD, ma le attese messianiche evocate da Berlusconi. P. 178: incapacità del PD di presentarsi come issue owner quanto alle problematiche economiche.

 

 

13)   Petrarca, Declino del mercato e tradizionalismo etico

Pot pourri del no globalismo scoperto da Tremonti. A p. 181 cita aurate parole del libro di Tremonti, ributtanti. Ma a p. 184, si scopre che gli italiani sono inclini a non bersele, e che nel 2008 erano più liberisti e liberali che nel 2006 [! È la classe politica e intellettuale che si pasce di queste mistificazioni, la vox populi finché pensa da sé non ci casca; ma poi ovviamente si prende la merce che è offerta.]

 

 

14)  Paolo Bellucci, Solo un referendum sul governo Prodi?

Questione Veltroni: assioma dell’impopolarità di Prodi, falso:

Berlusconi:           2001: 38,4%, minimo 22%, 2006:28,9%

Prodi:                   2006: 42,9%, minimo 25, 2008: 28,6%

Il calo di popolarità per entrambi è stato determinato dalla percezione di recessione economica e dalla drammatizzazione della valutazione della disoccupazione / occupazione precaria. Mancata comprensione di ciò da parte di Veltroni, tutto proiettato sul futuro.

 

15)  Conclusioni collettive. A p. 215: