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La crisi della politica classica nel Novecento
       
       
Per Machiavelli, che era Machiavelli e non era un filosofo analitico, era ovvio che la gestione amministrativa della giurisdizione penale fosse un seme di guerra civile in se stessa, e che il principe la dovesse usare come extrema ratio assumendosene pienamente il controllo e la responsabilità. Ecco infatti che Cesare Borgia, dopo avere amministrato l'eccezione attraverso il giudice - funzionario, ripristina l'indipendenza consuetudinaria della giurisdizione attraverso "uno iudicio civile" a cui destina "uno presidente eccellentissimo", ossia un uomo autorevole e socialmente reputato. E non lo fa certo per rispettare i diritti dell'uomo, ma perché sa che è questa la vera politica, dal momento che la giurisdizione amministrativa "dubitava non divenissi odiosa".

Quanto poi al cinico compenso liquidato al suo funzionario, vale la pena di sapere che esso fu corrisposto il giorno 26 dicembre 1502, evidentemente a titolo di dono natalizio ai sudditi. Questa nozione completa la celebre pagina del Principe e le aggiunge una tinta lirica particolare: immaginiamoci il giorno dopo Natale, la città silenziosa dal cielo grigio, il freddo, cumuli di neve sporca per le strade, e negli animi residui di fantasie e di chimere di felicità evocate dai precedenti giorni di festa...

Preso che ebbe il duca la Romagna, e trovandola suta comandata da signori impotenti, li quali più presto avevano spogliato e' loro sudditi che corretti, e dato loro materia di disunione, non di unione, tanto che quella provincia era tutta piena di latrocinii, di brighe e di ogni altra ragione di insolenzia, iudicò fussi necessario, a volerla ridurre pacifica e obediente al braccio regio, darli buon governo. Però vi prepose messer Remirro de Orco uomo crudele et espedito, al quale dette pienissima potestà. Costui in poco tempo la ridusse pacifica et unita, con grandissima reputazione. Di poi iudicò el duca non essere necessario sí eccessiva autorità, perché dubitava non divenissi odiosa; e preposevi uno iudicio civile nel mezzo della provincia, con uno presidente eccellentissimo, dove ogni città vi aveva lo avvocato suo. E perché conosceva le rigorosità passate averli generato qualche odio, per purgare li animi di quelli populi e guadagnarseli in tutto, volle monstrare che, se crudeltà alcuna era seguíta, non era nata da lui, ma dalla acerba natura del ministro. E presa sopr'a questo occasione, lo fece mettere una mattina, a Cesena, in dua pezzi in sulla piazza, con uno pezzo di legno e uno coltello sanguinoso a canto. La ferocità del quale spettaculo fece quelli populi in uno tempo rimanere satisfatti e stupidi.

Il Principe, Capitolo VII


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